22 Marzo 2007

HIGH HOPES (DEDICATO SOLO A TE)


Luce accesa.
 

E'
appena passato il primo giorno di primavera e non avrebbe potuto essere più gelido di così.
A volte basta un solo pensiero, la mente vola, ma le carte che peschi da quell'immenso mazzo che è la vita non sono quasi mai quelle che ti servono veramente per condurre il tuo gioco.
Le emozioni sono pericolose, ti innalzano in cielo, ti buttano al tappeto, assumono il completo controllo, ti sussurrano in un orecchio facendoti salire un lungo brivido dietro la schiena e all'improvviso ti urlano con tutta la loro forza, stordendoti e lasciandoti dentro qualcosa di tremendamente indelebile.
 

"
Il prezzo che si paga è troppo alto per chi sogna, di vivere una favola senza provar vergogna".
Questa era una delle tante rime da me composte in un passato che pensavo non potesse avere più attinenza con il presente, ma qualcosa che ha fatto parte di te non si dimentica, è latente. L'aver fatto tornare a galla la mia parte più emotiva dopo mesi e mesi di permanenza sul fondo di un oceano troppo profondo per essere esplorato è stata, come da aspettative, un'arma a doppio taglio capace di creare disequilibrio ogni qualvolta prendeva possesso del lato più razionale, quello più attaccato alla realtà.
 

H
o scelto io di vivere ora questa situazione, l'ho scelto perchè prevenire è meglio che curare e perchè le lacrime di oggi sono i sorrisi di domani.
Ma ora scorrono momenti cristallizzati, fotogrammi di attimi talmente intensi da non volerli definire, lacrime che non versavo da mesi e che mai avrei pensato di poter versare per un rapporto dai contorni mai abbastanza marcati.
I ricordi si sovrappongono, come fossero fatti apposta per essere vissuti, tra le canzoni che mi hanno sempre portato al tuo cuore e che non ti ho mai dedicato, come le parole che non ti ho mai detto, i nostri sguardi e quelle emozioni troppo grandi per poterle condividere.
Quel qualcosa di unico, quel qualcosa che è più dell'affetto e meno dell'amore che non vorrò mai provare con nessun altra persona, la tua pelle morbida che sento ancora sotto le dita, quella foto che ci volevamo scattare e non ci siamo mai scattati perchè in fondo l'immagine più bella è quella che ora è condivisa dalle nostre due menti che si stanno sfiorando proprio come le nostre mani nel momento in cui si sono disgiunte dolcemente, nella stessa maniera in cui ti ho messo al polso quel mio bracciale che magari ora stai guardando, nello stesso modo in cui abbiamo cantato insieme a squarciagola quella canzone che magari ora, come me, stai ascoltando.


Capire che sei come l'assolo di un violino, tanto dolce quanto intenso e forse rendermi conto troppo tardi che ci siamo divisi nella stessa sera in cui volevamo ripartire, non servirà per lenire i sospiri che ti dedico e che mi scuotono dentro nè per asciugare il pianto che ora cresce spontaneo, perchè scegliere con la mente invece che scegliere con il cuore è come combattere contro le proprie emozioni e ricordare ora quell'attimo che fa già parte della mia storia è come vedere con i propri occhi la distruzione causata da un terremoto.
Il vuoto, solo il vuoto è l'unica cosa che ora riuscirei a disegnare.


"Come fa ridere adesso, pensarti come un gioco".
Ed è tutto talmente veloce da non poterci più pensare, ed è tutto talmente lontano da non poterlo più realizzare.
So che vorrei addormentarmi e svegliarmi quando tutto questo sarà ormai assimilato, non pensare più al tuo abbraccio, alle tue lacrime e alla tua sincerità di cui troppe volte ho dubitato.
 
E salutandoti vado a fondo, con la certezza che un giorno risaliremo insieme.
Ti voglio bene, come raramente ne ho voluto.
 

E mentre il sipario si chiude, la mia anima respira in silenzio l'agrodolce odore del tuo ricordo.


Luce Spenta.

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