19 Dicembre 2006

LA BOTTEGA DELLE STORIE




Sono molto incuriosito dall'iniziativa di questo sito, che propone finalmente qualcosa di veramente costruttivo per condividere la propria conoscenza e la propria abilità. Sostanzialmente si tratta di scrivere un articolo od una storia su un tema settimanale, per questa prima manche si parla di coraggio.

A tutto questo è stato affiancato un mini-contest che vedrà primeggiare l'articolo o la storia più bella e interessante in base ai voti ricevuti dagli utenti.
Secondo la mia opinione, se può servire per invogliare chiunque a dire la sua, ben venga il contest; io intanto partecipo, l'essenza di una community può nascere anche da qui
.

Si parlava di coraggio, dunque.
Ecco qua il mio articolo.



                                         I DUE COLORI DEL CORAGGIO  

Q
uesta è una storia di coraggio, di irriconoscenza e di discriminazione; questa è la storia di Mourad Akhay.Mourad è un “invisibile”, la sua unica colpa é quella di essere nato in Marocco ed emigrato nel nostro paese qualche anno fa, venendo inserito di fatto nel caotico tourbillon di extracomunitari giunti in Italia negli ultimi 10 anni; la sua città della speranza è Firenze, la sua professione è il venditore ambulante, il suo tirare a campare prende vita sulle rive dell’Arno.Il ragazzo non ha permesso di soggiorno, nè tantomeno cittadinanza, non ha un tetto sotto cui stare, il suo status di extracomunitario gli dà automaticamente pochissime chances di ritagliarsi un ruolo all’interno della società; un bel giorno, però, Mourad si costruisce l’occasione per dare una svolta decisiva alla sua vita.

E’ il Dicembre del 2005 e Mourad è sempre là, sul lungoArno, a tentare di sbarcare il lunario vendendo braccialetti, accendini e cianfrusaglie varie quando i suoi occhi notano qualcosa di strano: un ragazzo italiano con disturbi mentali tenta il suicidio lanciandosi nel fiume. Senza pensare alle acque gelide, senza nemmeno considerare il forte rischio di malattie infettive presenti nella cloaca di quel tratto di fiume, Mourad, che abile nuotatore non lo è nemmeno tanto, segue il ragazzo italiano in acqua e gli salva la vita, riuscendo poi a salvare anche la sua.
 

La notizia sarebbe di quelle da non farsi scappare, un atto di coraggio, altruismo ed eroismo in un paese sempre più egoista: invece nulla.
La stampa non ne parla, se non a livello locale, la televisione non ne parla, la radio non ne parla; nella sfera catodico-mediatica Mourad é rimasto l’invisibile che era, solo il web accoglie tra le sue braccia la storia del ragazzo marocchino che salva quello italiano, forse per avere meno rilevanza, forse per non rischiare di stravolgere i clichet della nostra epoca.Il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, che nel Gennaio 2005 dichiarò di riconoscere in Firenze “il luogo ideale per il confronto interreligioso”, non può però rimanere indifferente di fronte a ciò che è avvenuto nella città che lui stesso governa, convoca a Palazzo Vecchio Mourad e offre una ricompensa a richiesta dell’eroe per il suo atto di coraggio; il coraggioso Mourad non chiede altro che un permesso di soggiorno per tentare finalmente di dare un senso ai suoi giorni. Richiesta accordata. 

Passano i giorni, arriva il 2006, ma Mourad è sempre là a combattere tra le mille difficoltà di un paese che ha chiuso gli occhi dinanzi all’eroico gesto compiuto solo qualche giorno prima; forse che Mourad, essendo ancora in vita, non merita di esser considerato eroe solo perchè la retorica funebre impone che l’elogio del compianto dev’essere postumo? O forse perchè una manifestazione di riconoscenza nei confronti di un extracomunitario è imbarazzante e a tratti incostituzionale?
Nel Marzo 2006 Mourad chiede lumi sulla sua pratica di regolarizzazione, ma nessuno sa nulla e il sindaco non può riceverlo senza appuntamento: Mourad ha rischiato la sua vita salvandone un’altra per un pugno di nulla. E c’è di più: nell’estate del 2006 il sindaco Domenici dispone che dei cani Terranova vengano addestrati per il salvataggio di vite umane nelle situazioni di emergenza come quelle di cui è stato protagonista Mourad, che verrà poi ricordato dal comune di Firenze solo nel Novembre del 2006 con una benemerenza nel corso della consegna degli “Scudi di San Martino” (benemerenza sì, permesso di soggiorno no...).

Domenici ha addestrato i Terranova per non rischiare altre vite umane o solo perchè come ricompensa si accontentano di qualche osso e un pò di affetto?
Sono queste le domande a cui Mourad vorrebbe avere la risposta. 
La domanda per i lettori, invece è solo una:
Riconoscereste una maggiore quantità di coraggio nell’atto eroico di Mourad o nella promessa non mantenuta da Domenici?

A volte, è solo una questione di pelle.




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